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Sanificazione Canapa Caffè

#Sanificazione Ricorrente al Canapa Caffè

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Le spese per mantenere un Servizio efficiente a disposizione dei soci non finiscono mai…

Ogni mese, l’affitto e le spese di gestione di questa associazione sono altissime…
Ma,
A 4 anni dalla nostra nascita #possiamo essere solo #fieri di aver offerto un gran numero di servizi ai nostri associati, tanti eventi, workshop a tema, uno spazio di ritrovo unico e una #therapyroom (sala terapeutica).
Dalla sua nascita l’associazione
CanapaCaffe ha aiutato decine di pazienti nell’accesso alle cure con la #cannabis #terapeutica , in ogni regione
Tutto questo senza mai chiedere nulla…
Abbiamo visto tante associazioni, non solo le ultime, ma tante realtà che appena nate, senza aver fatto praticamente nulla, subito postano il proprio IBAN cercando sostegno… 🤑

Siamo liberi, anche di informare.

 

#IODEVODISOBBEDIRE

Oggi sono molto amareggiato. Da anni sto cercando di far applicare le leggi sulla cannabis terapeutica, diventandone ormai un’esperto. Chi mi segue e segue l’associazione Canapa Caffè sa di cosa parlo e che da anni indirizziamo i pazienti verso i medici che prescrivono la cannabis.

 

Intanto sono qui per portare il massimo sostengo alla “campagna ” #iocoltivo, perché ritengo da sempre che sia necessario distinguere le condotte per un uso personale. Fino ad oggi si è cercato solo di incriminare e purtroppo le forze dell’ordine non distinguono un consumo da un traffico. Il possesso di piantine, magari neanche troppo in salute o malate, ha sempre portato i malcapitati davanti a un processo penale con le accuse di produzione di stupefacenti e spaccio.

 

In qualsiasi paese del mondo, tenendo in considerazione che ormai molti paesi civili stanno legalizzando, ed in Europa, dove non è ancora legale, un consumatore che viene trovato per strada in possesso di una piccola quantità di Cannabis rischia una multa, il sequestro , una tirata di orecchie. In Italia no, nonostante il referendum del 96 , per pochi grammi di “fumo ” prima si parte dall’art 73 e quindi nel 99% dei casi si arriva a subire da parte del consumatore una vera e propria operazione di polizia. 

 

Perquisizioni, accuse pesanti e sopratutto spese legali, si viene accusati di spaccio per pochi grammi, soprattutto se c’è un piccolo tentativo di coltivazione e senza un buon avvocato è difficile arrivare all’ articolo 75, cioè l’uso personale.

Un uso personale che se dichiarato comunque può avere conseguenze pesanti sulla vita dell’imputato, come la revoca del passaporto o della patente. Per questo spesso e volentieri il sistema porta la vittima a patteggiare, a prendersi una minima condanna.

 

La sentenza delle sezioni unite ha dato una piccola scossa… I tribunali sono intasati di processi ridicoli per cause nei confronti di consumatori e la disobbedienza messa in atto con l’iniziativa #iocoltivo, spero con tutto me stesso, serva a non portare in futuro i consumatori di cannabis che coltivano a non subire più un processo penale. Anzi spero che serva a spronare la politica nello stabilire con una legge ben precisa, che definisca i parametri per una coltivazione domestica ad uso personale e anche ad aprire il libero mercato della cannabis medica e ludica che, ricordiamo, dove è legale ha portato solo benessere economico e decine di migliaia di posti di lavoro.

 

D’altra parte sono qui ad annunciare un’altra disobbedienza, quella dei Pazienti! Come dicevo all’inizio, sono molto amareggiato. A Gennaio 2020, dopo una tribolazione durata anni, pensavo di essere parzialmente riuscito a far applicare le leggi sul mio caso. Sono invece  qui per testimoniare quello che un paziente vive, ormai da anni e che  gran parte di quello che sto subendo io in prima persona lo subisce chiunque provi a curarsi con la cannabis.

 

La terapia con cannabis, nel mio caso, è da intendersi cronica e necessaria ma per ottenere quello che sarebbe un diritto costituzionale subisco uno Stress continuo, essendo alla costante ricerca di soluzioni per non rimanere senza terapia.

Tutto questo comprende telefonate, visite, burocrazia infinita e purtroppo molte prese in giro! Senza parlare del disagio per essere da 4 anni senza patente.

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Le problematiche burocratiche che sto subendo in prima persona sono estreme. Ogni volta, pur rivolgedomi sempre alla stessa struttura sanitaria pubblica, devo ricominciare da capo con un nuovo medico e spiegargli tutto, spesso trovando medici non preparati. Durante una visita svoltasi a Settembre mi sono stati ridati i soldi del Ticket pagato perchè non era presente nessuno specialista che volesse o potesse prescrivere, così come successo nuovamente ad Ottobre quando sono stato parcheggiato ore in codice giallo fino a quando non ho firmato per uscire ed andare in Olanda. Tutto questo accadeva perché l’ospedale non aveva farmaci cannabinoidi da somministrare una persona dimostrata farmaco resistente e che assume solo quello, è quindi necessaria la presenza di specialisti all’interno delle strutture sanitarie pubbliche.

 

La terapia con cannabis viene ostacolata da diversi fronti :

Ho provato ad organizzare corsi di formazione per medici, chiedendo il patrocinio della Regione , ma non è stato possibile  e hanno partecipato solo alcuni medici di base . A pagamento l’erogazione di cannabis comincia a funzionare , ma chi non ha risorse economiche o anche chi le possiede ma ha un piano terapeutico consistente, cioè oltre i 30 grammi al mese, è in una continua difficoltà.

 

Il 30 Novembre 2019 con l’associazione Canapa Caffè abbiamo dato sostegno all’iniziativa di disobbedienza lanciata dal cannabis cura Sicilia Social Club, dall’amico Alessandro Raudino , affetto da sclerosi multipla e costretto a coltivare la propria terapia, (https://cannabiscurasicilia.com/).

A Marzo, arrivata la quarantena e i blocchi dovuti dal Covid-19 , avendo impossibilità di reperire la cannabis terapeutica necessaria ma solo una parte e comunque a pagamento, ho scritto di nuovo all’ufficio centrale stupefacenti per chiedere l’autorizzazione alla coltivazione.

 

Bisogna NORMALIZZARE quello che comunque siamo obbligati a fare… Auto Coltivare!

Sempre di più persone lo faranno per non rimanere senza terapia,  tenendo anche in considerazione la notizia che ci è appena arrivata in merito al fatto che abbiamo già terminato la cannabis terapeutica importabile che il Ministero della Salute aveva previsto per il 2020…e siamo solo a Maggio. Questo significa che anche a pagamento d’ora in poi sarà difficoltoso rifornirsi e adempiere al proprio piano terapeutico.

 

L’auto coltivazione è l’unica soluzione, al momento la disobbedienza è circoscritta a pochi soci, tenendo in considerazione che purtroppo ci sono persone che non possono coltivare a causa della loro patologia, o di tempo e spazio.

Per questo vorrei che l’associazione Canapa Caffè potesse aiutare i pazienti che, per problematiche burocratiche ed economiche, non riescono ad accedere alla terapia necessaria. Al momento è possibile offrire solo cbd di alta qualità a basso costo per i soci ma stiamo pensando anche di strutturare un crowdfunding per pagare le spese fisse.

 

Per farvi avere un idea, solo per riaprire l’associazione il 18 Maggio abbiamo già affrontato e avremmo spese ingenti per la sanificazione, senza contare gli affitti per il locale che ospita l’associazione, rimasto chiuso per due mesi e che prima di settembre non potrà ripristinare la propria attività, forse.

Per questo siamo costretti alla disobbedienza, per cercare di stare bene autonomamente sapendo che purtroppo sullo stato si può contare molto a singhiozzo e quindi senza dovere sempre elemosinare la propria terapia.

Per necessità.

#iodevocoltivare #iodevodisobbedire

Avviso Canapa Caffè

AVVISO – Fase 2 Post Emergenza

Roma, Maggio 2020.

Salvo nuove restrizioni dal 18 Maggio 2019 l’associazione Canapa Caffè aprirà di nuovo. Sarà aperta solo una parte del locale in Via dello Scalo San Lorenzo 30, con orario ridotto dalle 16.00 alle 20.30 e con alcuni accorgimenti. Purtroppo la somministrazione di alimenti e bevande, come qualsiasi evento o attività dell’associazione rimarranno bloccate fino a data da stabilire. 

L’associazione Canapa Caffè sta partecipando all’iniziativa #iocoltivo, (https://iocoltivo.eu/), in sostegno, come l’associazione già fa da anni, all’auto coltivazione di Cannabis. Dal 30 Novembre 2019 inoltre l’associazione Canapa Caffè sostiene la DISOBBEDIENZA  intrapresa dall’associazione di pazienti Cannabis Cura Siciliahttps://cannabiscurasicilia.com/). Anche l’associazione Canapa Caffè sta attualmente strutturando la propria azione di DISOBBEDIENZA, con l’intento di garantire una continuità terapeutica a tutti i soci che non possono per motivi economici o di reperimento avere accesso alla terapia. Proprio per questo stiamo in procinto di avviare un campagna di Crowdfunding per il pagamento di attrezzature e strutture che saranno necessarie alla disobbedienzaPer ottenere ulteriori informazioni in merito all’iniziativa di disobbedienza si prega di inviare una mail all’indirizzo canapacaffeassociazione@gmail.com

    Per sostenerci nelle spese fisse ed affitto del locale sarà aperto comunque ai soci un servizio di TESSERAMENTO https://www.canapacaffeassociazione.it/diventa-socio/ ) e SHOP (https://www.canapacaffeassociazione.it/canapa-caffe-shop/), per consentire gli acquisti ed i rifornimenti.                                                                                                                                      La sala terapeutica, “ Therapy Room ”, sarà da intendersi come oasi di salvataggio per un solo paziente alla volta, munito con la propria attrezzatura per assumere la terapia. L’associazione già da oggi ha cominciato lavori di pulizia e disinfezione, e sarà cura del direttivo assicurare ai propri associati una maggiore sicurezza igienica per la riapertura, assieme a nuove disposizioni da osservare per questo primo periodo di riapertura:

    • Entrata di un solo socio alla volta :

    Sarà effettuata la disinfezione giornaliera doppia, del bancone, della cucina- laboratorio HACCP ,
    della sala terapeutica, e dell’apposito corridoio d’uscita che sarà predisposto
    attraverso l’uscita di emergenza che diverrà quella principale.

    NB: Durante la fase 1 l’associazione ha amplificato il suo servizio di SHOP online
    per i soci, https://www.canapacaffeassociazione.it/canapa-caffe-shop/,
    che rimarrà attivo con consegne express su Roma (in giornata ) e tutta Italia in 24-48 ore.
    Tutti i prodotti dell’associazione Canapa Caffè sono (da sempre) impacchettati nel nostro
    laboratorio HACCP approvato dall’ASL di Roma
    , per garantire sempre ai nostri associati uno
    standard (almeno) alimentare su un prodotto non ancora normato.

    ATTENZIONE : chi non ha ancora rinnovato il tesseramento 2020,
    o chi non è socio dell’Associazione può diventarlo, basta scaricare il modulo online dalla nostra pagina
    https://www.canapacaffeassociazione.it/diventa-socio/ e portarlo con se già compilato all’ingresso per ritirare la propria tessera.

    Ce la faremo.

    ORDINA LE NOSTRE INFIORESCENZE CBD ONLINE

    Canapa Caffè mette a disposizione per i propri pazienti ed associati alcune delle sue infiorescenze migliori per ordini online.

    Per garantire il servizio di ordini online durante questo momento difficile per tutti, mettiamo a disposizione per ordini online alcune delle infiorescenze prodotte da Canapa Caffè.

    Qui trovate la lista delle Infiorescenze di Cannabis Light disponibili per essere spedite durante questi giorni di quarantena. Per ulteriori informazioni e ordini vi preghiamo di scrive con WhatsApp al numero +39-392.287.993.6 o al +39-331.787.073.0

    Le spedizioni sono disponibili in tutta Italia e a Roma nello stesso giorno (Se non dovessero esserci ulteriori blocchi disposti dal Governo Italiano in merito alle norme  alla prevenzione e al contenimento dell’infezione dovuta al Virus Covid-19).

    AVVISO

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    L”Associazione Canapa Caffè in questo periodo di emergenza #coronavirus rimarrà aperta, ma con orario ridotto dalle 16 alle 21.00.

     In aggiunta alle raccomandazioni del #cannabisService l’ingresso in associazione sarà consentito a un solo socio alla volta, cosi come l’utilizzo della sala Terapeutica

    Tutto il mio impegno per la canapa. E adesso mi ritrovo davanti a un giudice.

    L’unica conseguenza negativa nell’utilizzo della Cannabis Terapeutica è l’ostilità dello stato Italiano, le leggi che non tutelano i pazienti ed il diritto alla cura.

    La testimonianza del presidente del Canapa Caffè, il quale, nonostante le prescrizioni mediche, si ritrova ad affrontare un processo per detenzione di cannabis.

    In questi anni mi sono sempre lamentato di non essere stato mai portato davanti a un giudice per i fatti risalenti a giugno 2016. E ora invece ci siamo.

    Il 20 giugno 2016 mi trovavo in audizione con l’associazione canapa info point in commissione sanità e giustizia. Avevamo annunciato da poco l’apertura del Canapa Caffè con un evento su Facebook. Da qualche giorno ero finalmente riuscito a portare a termine, tramite Asl, la prima importazione per un piano terapeutico di 3 mesi di uno dei medicinali a base di fiori di cannabis che mi avevano prescritto, ovvero il Bedrocan, dopo una lunga trafila durata oltre 8 mesi.

    Per la mia patologia – un’anoressia nervosa cronica e farmacoresistente – la terapia con cannabinoidi “è da considerarsi cronica e necessaria”, come più volte descritto da relazioni tecniche di diversi medici che mi seguono. Avere a disposizione diversi grammi al giorno di “strain” con alto contenuto di THC è l’unica alternativa al malumore, al disorientamento e dimagrimento. Al dolore.

    In realtà la relazione tecnica del 2011 del medico che mi seguì in Spagna parla di “plant therapy”, ovvero il praticare l’auto-coltivazione di piante benefiche sulla persona, ma in Italia non è possibile senza andare incontro a problemi legali. Tra le varie difficoltà per ottenere i vari farmaci cannabinoidi, per me era già qualcosa ottenere nel 2016 almeno il bedrocan a pagamento a un prezzo di €8 al grammo (in farmacia ne costava circa 18).

    Nel frattempo, per non rifornirmi sempre al mercato nero, ero riuscito a coltivare qualche piantina. Ma quella notte, quel 20 giugno 2016, la polizia giudiziaria entrò in casa mia e trovò circa 30 grammi di “critical” e una busta di scarti per estrazione, oltre a 24 barattoli da 5 g di bedrocan. Altri 30 grammi di “crockett dawg” li trovarono perquisendo la casa dei miei genitori, assieme a una piccola piantina “Frisian Duck”, quasi pronta, che avrebbe prodotto 25-30 g. Passai una notte terribile, trattato come un criminale e mi ritrovai senza patente, tutto questo nonostante fossi stato fermato in giacca e cravatta, in possesso di regolari prescrizioni, e di bedrocan ritirato presso una ASL romana.

    Nonostante questa grossa difficoltà aprii lo stesso l’associazione Canapa Caffé, che dal 2016 si è fatta carico di informare i pazienti sulle possibilità di cura con cannabis terapeutica, facilitando ai soci l’accesso a medici e farmacie. Ancor prima di aprire affittammo uno studio medico privato dove il Dottor Privitera (progetto Medicomm) e nel settembre 2016 visitò tantissimi pazienti bisognosi in soli due giorni di visite.

    In questi anni abbiamo più volte portato l’informazione sulla canapa in varie sedi istituzionali e non. Come Presidente dell’associazione Canapa Caffé sono stato più volte presente in audizione sia alla Camera che al Senato, collaborando per la stesura della L 242/16, appoggiando sempre ogni iniziativa per valorizzare e normalizzare la canapa.

    Nell’ottobre 2017, grazie al Senatore Ciampolillo M5S, portammo al Senato una proposta di legge che avrebbe previsto la lecita di coltivazione per “4 piante a paziente”. Ma nonostante la “richiesta di urgenza”, purtroppo ottenemmo soltanto che, nel quater 18 della “finanziaria” (L 172/2017), fossero erogati ulteriori fondi per la produzione nazionale di cannabis terapeutica destinati all’Istituto chimico farmaceutico di Firenze, negando ancora una volta la possibilità di produzione ai privati, cosa peraltro prevista dal d.p.r. 309/90.

    Poco tempo dopo vennero persino cambiate le modalità per la richiesta di urgenza… Ora è molto più complicato!

    Data la difficoltà dell’applicazione della legge regionale 151 /2017, mi sono messo in contatto con la Regione Lazio, che a fine 2018 ha integrato la sua legge con decreto numero 470 del 3 dicembre, includendo finalmente la mia patologia (e altre) tra quelle aventi diritto a erogazione ospedaliera. Purtroppo il vincolo che la prescrizione debba essere effettuata da uno specialista all’interno di una struttura pubblica è un grande limite. 

    A causa infatti di politiche ospedaliere obsolete e dell’impreparazione del personale medico questa legge ancora non si riesce ad applicare. Nonostante la mia partecipazione anche all’organizzazione di corsi di formazione per medici, non siamo mai riusciti ad ottenere il patrocinio della Regione. Per questo motivo, oltre alcuni medici di base, l’affluenza è stata minima e non ci sono ancora specialisti informati.

    Questi anni, oltre ad essere invitato come relatore in diversi convegni a carattere medico e informativo nelle Asl, e nelle scuole, sono stato in audizione in varie commissioni, in ultimo commissione Agricoltura. Ho partecipato a vari tavoli di alcuni ministeri, In ultimo al Ministero della Salute (portando un progetto da oltre 270 milioni di euro l’anno), e al Ministero delle politiche agricole.

    Da anni scrivo articoli su diverse riviste del settore. E sempre mi sono lamentato dell’inferno che vivono i pazienti in una stato che non applica le sue leggi, che costringe le persone a spendere tutti i soldi che hanno per l’unica cura attestata da Medici. Che a volte nemmeno bastano. Quando invece basterebbe una semplice autorizzazione per coltivare, se proprio non vogliamo accelerare la legalizzazione che prima o poi avverrà.

    Ho molto materiale da esporre per far capire quanto il d.p.r. 309/90 faccia un danno alla salute e insieme al Dottor Fagherazzi sto ultimando il “manifesto per la libertà di cura”, un documento che attesta la situazione dei pazienti, che sarà sottoscritto da tante realtà, e che utilizzerò in mia difesa.

    Insomma, sono addirittura contento di andare davanti a un giudice…

    Written by Carlo Monaco on 13 Novembre 2019

    What to Know About Medical Marijuana

    Always strive for better work. Never stop learning. Have fun a clear plan for a new project or just an idea on a napkin? Sky, land, and sea disappear together out of the world.

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